La Psicologia della Scrittura è la scienza che studia le proiezioni dell’inconscio nella scrittura e permette, attraverso l’individuazione dei rapporti esistenti tra i vari segni grafici con le loro combinazioni e la valenza psicologica da essi rappresentata, di analizzare la personalità dello scrivente.

La psicologia della Scrittura opera attraverso un sistema di individuazione dei segni grafici di cui alcuni vengono valutati grafometricamente e altri estimativamente, un sistema delle leggi che riguarda la proiezione dell’inconscio nella scrittura e un sistema psichico che Marchesan ha elaborato e che consente di individuare le caratteristiche psicologiche attraverso lo studio del nesso fra segno grafico e sua valenza psicologica.

Fra il segno grafico e il suo significato psicologico il nesso è il simbolo.

La scrittura è essenzialmente simbolica. Il simbolo è, secondo Freud “parola che apre”, poiché il suo linguaggio “ vuol dire altro da ciò che dice, possiede un duplice significato”.

E ancora il filosofo Ricoeur a proposito del simbolo aggiunge “ è la regione del senso duplice”.

Pertanto, essendo la scrittura simbolica, dobbiamo distinguere un significato manifesto, conscio e un significato latente, inconscio. L’interpretazione consiste in un passaggio da un senso a un altro senso. Il movimento della ricerca ermeneutica deve oscillare sempre fra i due poli dell’inconscio e della coscienza, dell’involontario e del volontario, delle origini e dello sviluppo.

La scrittura è composta di segni che svolgono una funzione comunicativa, ma, poiché i segni sono anche simboli , essa, oltre a possedere un contenuto linguistico, offre la possibilità di esplorare il senso dell’esistenza umana e della trascendenza poiché contiene, oltre ad un senso diretto, esplicito, un senso indiretto, secondario, figurato, verso il quale il primo costituisce comunque una via di accesso.

Il mondo dei simboli non è strutturato in termini logici e concettuali, ma come narrazione. L’interpretazione grafologica è decifrazione dei significati, anzi della pluralità dei significati, che si nascondono nei sensi apparenti.

Il grafologo decostruisce la scrittura cercando la varietà di rimandi che vi sono al suo interno.