Il fine dell’analisi della personalità non è quello di mettere il soggetto scrivente nella condizione di sentirsi giudicato ma quella di sviscerare i vari aspetti della personalità non solo quelli consci ma soprattutto quelli inconsci.

Soltanto una piccola parte di noi si esplica a livello conscio ( Jung dice:” La vita cosciente non è che un guscio di noce che galleggia sull’oceano dell’inconscio”) mentre l’inconscio sia personale che collettivo lavora ininterrottamente sotto la superficie del conscio.

L’inconscio parla attraverso la sua proiezione nella scrittura, l’analista della scrittura interpreta il linguaggio simbolico dell’inconscio. Unicamente riconoscendo la verità del discorso dell’inconscio, il soggetto “viene restituito alla pienezza della dimensione storica della sua esistenza”. Può essere utile ed interessante analizzare la scrittura di un medesimo individuo attraverso i diversi periodi della sua vita perché le modificazioni del grafismo permettono di seguire il percorso evolutivo a livello psicologico e il movimento della libido dello scrivente.

La personalità umana è ricca di verità che sfuggono e talvolta immobilizzano nella ripetizione. Un’analisi grafologica della personalità può aiutare ad individuare la motivazione di alcuni atteggiamenti che allo scrivente stesso possono sembrare difficili da accettare o comprendere. Inoltre l’analisi della personalità può porre in risalto doti e potenzialità che l’individuo non sa di possedere .

L’analisi della personalità si sviluppa attraverso l’individuazione dei segni della scrittura e si articola attraverso la descrizione della parte intellettiva, di quella emotiva-reattiva e ancora di quella volitiva-attiva.

Che cosa deve conoscere dello scrivente il grafologo?

Deve conoscere il sesso, l’età, la professione, il grado di scolarizzazione, sapere se è destrimane o mancino e con quale tipo di penna ha scritto. Si richiede uno scritto (possibilmente un minimo di quindici righe) su foglio bianco A4, non assorbente, non rugoso e senza righe o quadretti, con biro comune, tipo bic (escluso l’uso del pennarello, di stilografiche, e matite) e la firma. Il foglio su cui si scrive non va appoggiato su una superficie né troppo morbida né troppo dura ma, possibilmente, posto su alcuni fogli. Il contenuto del testo che si sottopone all’analisi psicografologica non è rilevante perché l’analista della scrittura analizza i segni e non il contenuto dello scritto. E', però, importante non copiare o scrivere sotto dettatura.